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No non siamo spariti, sì stanno cambiando tante cose.
Cari amici,
È da un po’ che non ricevete email da questa newsletter. E quando una startup sparisce dai radar per un po’, le domande sono legittime…
Sin dall’inizio ho fatto di questo spazio un posto dove dirvi la verità, quindi meglio stare zitto piuttosto che dirvi balle.
La verità è che questo percorso è la solita montagna russa del fare startup: un giorno ti senti a un passo dall’aver capito tutto, il giorno dopo sai perfettamente che non hai capito niente.
O almeno questa è sempre stata la mia esperienza da imprenditore. Anche la prima volta è andata così e oggi che sono passati tre anni ancora non sono in grado di dire con certezza se ho fatto bene a vendere, se fosse il momento giusto, se non avrei potuto fare di più, se…, se…, se….
La verità è che in questo mondo dove tutti sembrano avere certezze, e le opinioni di tutti, su tutto, sono fortemente polarizzate e apparentemente incrollabili, il mio mondo è fatto per lo più di se e di ma. E non inizierò a vergognarmene oggi che Klear non ha raggiunto ancora i traguardi che avevo prefissato.
Questa fase di totale apnea, in cui ci si chiude in ufficio a ripensare a ogni singolo pezzo, pur mantenendo l’operatività per gli utenti, è profondamente normale.
In questi mesi di silenzio abbiamo guardato in faccia la realtà e i nostri numeri. Grazie a voi abbiamo superato 4.000 utenti, abbiamo avvicinato i 100 milioni di euro di patrimonio monitorato e i nostri contenuti social superano i 2,5 milioni di views al mese. Numeri per certi versi importanti, che se non ci soddisfano a pieno, ci hanno permesso di parlare con tante persone interessate al nostro obiettivo finale: la consapevolezza.
Il vero problema non è convincere le persone a fare il primo passo. Quello lo fanno in tanti, e ci costerebbe anche poco in termini di CAC. I dati ci hanno mostrato una realtà chiarissima: per chi ha già una buona consapevolezza finanziaria, la nostra piattaforma attuale è uno strumento straordinario. Lo scoglio vero, per la gran parte del pubblico, arriva qualche mese dopo l'iscrizione. È facilissimo registrarsi la prima volta; meno facile è avere la disciplina di aprirla ogni mese, inserire dati, ricordarsi di categorizzare quel bonifico particolare e mantenere il ritmo quando la vita di tutti i giorni si mette in mezzo. La costanza è il lusso che manca a molti. Darvi una bella dashboard non ci bastava più, quando è diventato evidente che per far crescere davvero i vostri progetti serve uno sforzo continuo che la maggior parte delle persone, semplicemente, non ha il tempo o la disciplina di sostenere.
Così stiamo cercando di cambiare radicalmente approccio, provando a costruire un’infrastruttura invisibile pensata per eliminare la variabile della "buona volontà". Trasformare l’investimento in un automatismo puro, integrato nelle vostre abitudini quotidiane, senza che dobbiate ricordarvi di farlo. L'obiettivo è uno solo: finanziare il futuro dei vostri progetti semplicemente vivendo il presente.
È una sfida enorme e mentirei se dicessi che non sentiamo il peso di questo momento. La pressione c'è, e non posso negarla. Un mio vecchio maestro di tennis, uno molto poco empatico, a 11 anni mi diceva che non sarei mai diventato un professionista perché sentivo troppo la pressione.
Dopo tanti anni ho capito che avrebbe dovuto insegnarmi a gestirla, la pressione, e che se io non avevo le qualità per fare il tennista, lui, che le aveva eccome, aveva una pessima classifica ed era un pessimo maestro. Mentre una delle più grandi tenniste di sempre, Billie Jean King, ha ben spiegato come la pressione sia un privilegio. Una frase che racchiude una mentalità precisa: quella sensazione che spesso percepiamo in modo negativo è in realtà un'opportunità straordinaria, il segnale chiaro che ti trovi finalmente nella posizione di avere un impatto reale e di raggiungere qualcosa di grande.
Ironia della sorte, proprio l'altro giorno leggevo sul Guardian che Billie Jean King, a 82 anni si è appena laureata, 61 anni dopo aver lasciato il college per diventare la numero uno al mondo nel suo sport. Questo mi racconta che non importa quanti giri immensi devi fare, se devi fermarti, cambiare strategia o rimettere tutto in discussione: l'unica cosa che conta è giocare sul lungo periodo e non lasciare le cose incompiute.
La pressione che sentiamo oggi è il prezzo da pagare per costruire qualcosa che duri nel tempo. E finché siamo in campo, non ha senso arretrare.
Grazie per far parte di questa community. Il tuo percorso verso una gestione finanziaria più consapevole è anche il nostro.
A presto,
Fede e il team di Klear